31.03.2025

Demenza e attività fisica: il fitness cardiorespiratorio riduce i rischi di problemi cognitivi

Mantenere un’ottima condizione fisica trascende l’apparenza e la salute corporea, abbracciando anche quella mentale. Una recente ricerca pubblicata dal British Journal of Sports Medicine nei primi giorni del 2025 evidenzia che praticare attività fisica può diminuire il rischio di sviluppare demenza e altre problematiche cognitive.

Influenza dell’esercizio cardiorespiratorio sul rischio di demenza

La ricerca, condotta da esperti della Tianjin Medical University e del Karolinska Institute, ha coinvolto più di 61.000 partecipanti del database UK Biobank, seguiti per un periodo di 12 anni. I soggetti, aventi un’età compresa tra 39 e 70 anni, sono stati monitorati anche per la loro predisposizione genetica alla demenza.

La fitness cardiorespiratoria (CRF), che indica l’efficacia con cui l’organismo apporta ossigeno ai muscoli in movimento, è stata misurata attraverso un test di sei minuti su cyclette. I risultati hanno mostrato che un’elevata CRF è associata a migliori capacità cognitive generali.

Metodologia dello studio su attività fisica e demenza

I partecipanti sono stati classificati in tre livelli di CRF (basso, moderato, alto), normalizzati per età e sesso. I deficit cognitivi sono stati rilevati tramite anamnesi e documentazione clinica. Il punteggio di rischio poligenico per la malattia di Alzheimer è stato utilizzato per valutare la predisposizione genetica.

Durante il follow-up, l’analisi dei dati ha rivelato che il tasso di incidenza di demenza era 0,60 per quelli con un alto CRF. Inoltre, nei partecipanti con un rischio poligenico alto o medio, coloro con un alto CRF mostravano una riduzione del rischio del 35%.

L’insorgenza della demenza si manifestava inoltre con un ritardo di 1,48 anni nei soggetti con un alto CRF rispetto a quelli con un livello basso.

Questo suggerisce che l’attività fisica possa mitigare i fattori genetici associati al declino cognitivo negli anni.

CRF e il processo di invecchiamento cognitivo

Gli studi confermano che un elevato indice di CRF migliora la capacità dell’organismo, in particolare di cuore e polmoni, di affrontare lo sforzo fisico. Questa capacità tende a diminuire con l’avanzare dell’età, con una riduzione stimata del 20% per decennio a partire dai 70 anni.

Sostenere un alto livello di attività fisica favorisce il mantenimento di un buon CRF, con evidenti benefici cognitivi durante l’invecchiamento. Si sono notate migliorie nelle prestazioni di memoria prospettica (capacità di ricordare di compiere azioni nel futuro), memoria numerica e verbale, e nella velocità di elaborazione delle informazioni.